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    Le Chiese di Sardara

  • Sardara annovera cinque chiese, quattro nel centro abitato e una (Santa Maria Acquas) a due Km di distanza nella frazione delle terme.

    Collocata al centro del paese, in cima alla scalinata di piazza Libertà, la chiesa della Beata Vergine Assunta, patrona del paese, viene edificata nei primi decenni del 1600, quasi certamente su un preesistente edificio romanico. La torre campanaria fu realizzata tra il 1634 e il 1639, demolita e poi ricostruita nel 1706. Al suo interno ospita pregevoli opere d’arte e sculture in Estofado de Oro come la statua lignea di San Bartolomeo (scolpita attorno al 1669) e i busti lignei di San Pietro e Paolo. Da ammirare sono il retablo della Madonna d’Itria e un organo a canne settecentesco.

    A due minuti di cammino, posta a sud della parrocchiale sorge la chiesa di San Gregorio, edificata tra il 1300 e il 1325 da maestranze pisane, è uno dei principali esempi di arte romanico-gotica del borgo. L’impianto è semplice, ad aula mono navata, mentre di incredibile bellezza è la finestra bifora sul retro dell’abside, fino a qualche decennio fa murata e di cui si ignorava l’esistenza.

    Dando uno sguardo dall’alto, dalla strada di circonvallazione via Ariosto, tra i tetti rossi spicca la mole della cupola di Sant’Antonio, chiesa seicentesca con una facciata che presenta notevoli rilevanze architettoniche. Racchiude al suo interno un bellissimo altare ligneo policromo. L’opera reca la firma dello spagnolo Medinas, il quale ne realizzò solo la parte superiore, con tre particolari nicchie che alloggiano rispettivamente San Francesco, Sant'Antonio e la Madonna della difesa, di devozione spagnola. La parte inferiore fu invece realizzata da artigiani del luogo.

    All’interno del centro storico, la chiesa di Santa Anastasia, edificata in epoca altomedioevale, risulta di grande suggestione, poggiando direttamente le sue fondamenta sul preziosissimo insediamento nuragico. Nelle sue strutture sono impiegati alcuni elementi architettonici romani. Molto semplice, ha un prospetto sormontato da un campanile a vela alta a due luci, nella facciata sono invece murate antichissime cornici dentellate. Internamente contiene addirittura un pozzo votivo dove il Taramelli rinvenne gli straordinari vasi, che si possono ammirare nel museo Villa Abbas.

    Fuori dall'abitato, a pochi chilometri dal paese, è posta la chiesetta di Santa Maria de is Acquas, nel sito della stazione termale romana di Aquae Neapolitanae, lungo il tracciato della via Caralibus-Turrem. Essendo la santa patrona della diocesi di Ales-Terralba, si tratta di un santuario diocesano. La chiesetta di Santa Maria Acquas, poggia su antiche edificazioni dei primi secoli dell’era cristiana, è tra i principali centri di devozione e testimonianza cristiana dell’intera Sardegna. Nel mese di settembre la chiesa ospita un’importante festa religiosa a cui partecipano ogni anno migliaia di pellegrini.

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